CONTRIBUTO DEL DECRETO SOSTEGNI

Il decreto legge n. 41 del 22 marzo 2021 (cosiddetto decreto “Sostegni”) ha introdotto un nuovo contributo a fondo perduto destinato a sostenere le attività economiche danneggiate dall’emergenza da Coronavirus. Il contributo viene riconosciuto ai titolari di partita Iva che esercitano attività d’impresa e di lavoro autonomo o che sono titolari di reddito agrario, ed è commisurato alla diminuzione del fatturato medio mensile verificatasi durante l’intero anno 2020 rispetto all’anno 2019.

L’istanza deve essere presentata, da parte del contribuente o di un intermediario, solo in modalità telematica attraverso un software oppure un’apposita procedura web messa a disposizione dall’Agenzia delle entrate. Il modello dell’istanza e le istruzioni di compilazione sono consultabili e scaricabili nell’area tematica dedicata ai contributi a fondo perduto presente nel sito internet dell’Agenzia delle entrate.

SCARICA IL VADEMECUM DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE

Chiesto l’albo all’assessore Mammi

L’assessore Mammi incontra gli agromeccanici

Roberto Fantoni, presidente di Apimai Servizi, e Roberto Scozzoli, direttore tecnico Uncai e dei contoterzisti romagnoli: ”Fatto passo in avanti verso un albo regionale degli agromeccanici”

BOLOGNA, 25 gennaio 2021Primo incontro tra assessorato all’agricoltura dell’Emilia Romagna e agromeccanici. È avvenuto il 21 gennaio, su piattaforma digitale. Da una parte l’assessore Alessio Mammi, il direttore generale Valtiero Mazzotti e la dirigente Valeria Montanari; dall’altra il presidente di Apimai Servizi Roberto Fantoni e il direttore di Apimai Ravenna, nonché direttore tecnico Uncai, Roberto Scozzoli.

Parole importanti sono state spese dall’assessore Mammi per il ruolo e il contributo dei terzisti nella diffusione di pratiche agricole moderne e rispettose dell’ambiente. “In questa fase, agli imprenditori agromeccanici servono soprattutto ascolto e una visione – ha detto Fantoni -, espressi dalla richiesta di un Albo regionale di categoria”. “Attraverso l’Albo, Regione e Contoterzisti sottoscriverebbero un impegno bidirezionale. La professionalità, la sicurezza e l’impegno finanziario scaricati in campo dagli agromeccanici verrebbero riconosciuti dalla Regione attraverso contributi all’acquisto di mezzi agromeccanici e per la formazione”, ha illustrato Scozzoli che ha aggiunto come occorra, prima di tutto, inserire le imprese che svolgono le attività agromeccaniche “con caratteristiche di prevalenza economica” nel Testo unico delle leggi regionali in materia di agricoltura, in corso di revisione, promuovendo la qualificazione della loro professionalità. “L’istituzione dell’albo delle imprese agromeccaniche presso la Giunta regionale sarebbe la diretta conseguenza di tale atto legislativo. Inoltre impegnerebbe gli imprenditori a non transigere su sicurezza sul lavoro, polizze assicurative, completezza del fascicolo aziendale. Oltre che sulla serietà nel rapporto con gli agricoltori e con i colleghi. Per contro, la Regione, non lascerebbe più indietro dei professionisti essenziali a una agricoltura competitiva e sana, che punti a produrre di più con meno diserbanti, meno carburante, meno acqua e meno infortuni sul lavoro”, ha proseguito Scozzoli. In conclusione Fantoni ha sottolineato come l’incontro abbia fatto segnare “un significativo passo in avanti verso l’albo degli agromeccanici dell’Emilia-Romagna e, un domani, di tutta Italia”.

 Revisioni veicoli. Tabella delle scadenze

Revisioni veicoli. Tabella riepilogativa delle principali scadenze, dovute alle proroghe per emergenza Covid-19 – PRECISAZIONI DEL MINISTERO DELL’INTERNO – Info n. 456 del 02/12/2020

Il Ministero dell’Interno con Circolare n. 300/A/8971/20/101/3/3/9 del 24/11/2020 ha fornito alcuni chiarimenti in merito alle scadenze delle revisioni dei veicoli.

Con riferimento alle proroghe che riguardano le revisioni, il ministero dell’Interno ha fatto chiarezza, tenendo conto che le normative in vigore sono due, una nazionale (Decreto Legge numero 18 del 17 marzo 2020) e una comunitaria (Regolamento UE 2020/698 del 25 maggio 2020).

Nel primo caso, il comma 4 dell’articolo 92 stabilisce che:

  • i veicoli la cui revisione scade entro il 31 luglio 2020 (non è stata fissata una data iniziale) possono circolare fino al 31 ottobre 2020;
  • i veicoli la cui revisione scade nel periodo compreso tra il 1° agosto 2020 ed il 30 settembre 2020, possono circolare fino al 31 dicembre 2020;
  • i veicoli la cui revisione scade nel periodo compreso tra il 1° ottobre 2020 e il 31 dicembre 2020 possono circolare fino al 28 febbraio 2021.

La proroga riguarda tutte le categorie di veicoli e trova applicazione solo sul territorio nazionale.

_______________

In ambito internazionale, il Regolamento UE 2020/698 del 25 maggio 2020 stabilisce che i veicoli la cui revisione scade nel periodo compreso tra il 1° febbraio 2020 e il 31 agosto 2020 possono circolare fino ai sette mesi successivi alla scadenza. La proroga è valida solo per i veicoli della categoria M, N, O3, O4, T5, (con esclusione di quelli appartenenti alla categoria L, O1, O2), e trova applicazione su tutto il territorio dell’Unione Europea.

_______________

Veicoli della categoria N03, 04: (veicoli a motore per il trasporto merci; rimorchi con massa superiore a 3,5t ma non superiore a 10 t; rimorchi con massa superiore a 10 t)

Vedi classificazione veicoli in base all’art. 47 del codice delle strada al link: https://it.wikipedia.org/wiki/Classificazione_dei_veicoli

⇒ LA CIRCOLARE DEL MINISTERO DELL’INTERNO

TABELLA RIEPILOGATIVA

CIRCOLAZIONE STRADALE: Limiti di massa

Nello scorso mese di agosto il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti aveva emanato la circolare n. 22192 nella quale venivano chiariti i limiti di massa dei veicoli Mother Regulation. Poiché la circolare conteneva alcune inesattezze e non chiare indicazioni, grazie al nostro intervento unitamente ad Unacoma, la sua applicabilità era stata rinviata. Ora la nuova circolare n. 31802 mette luce su alcuni punti importanti.

Innanzitutto viene chiarito definitivamente che i limiti di massa per i veicoli Mother Regulation non sono più quelli indicati dall’art. 104 del codice delle strada ma quelli indicati sulle carte di circolazione, in attesa che venga aggiornato il codice della strada. Pertanto vengono confermati per le trattrici agricole a 2 e 3 assi i limiti rispettivamente di 18t e 24t, mentre quelle a 4 o più assi possono raggiungere le 32t mentre i veicoli rimorchiati a 4 assi, se a timone rigido, possono raggiungere le 44t considerando anche la massa trasmessa alla trattrice tramite gli organi di attacco meccanico.

Considerato però che nessun limite è posto dall’attuale codice della strada al complesso (treno) dei veicoli è stato deciso di limitare a 44 tonnellate il suo limite massimo (trattore + rimorchio).

Oltre tale misura è necessario richiedere l’autorizzazione alla circolazione.
Quest’ultimo obbligo sarà indicato sulle nuove carte di circolazione.
I mezzi già immatricolati non necessitano di aggiornamento della carta di circolazione ma dovranno anche loro attenersi all’obbligo dopo il 31 dicembre 2020.

Purtroppo però l’obbligo di dotarsi di autorizzazione alla circolazione implica anche il pagamento dell’indennizzo di usura strade che, considerata l’attuale tabella per mezzi atti al carico, raggiunge per 1 anno la cifra di € 2.500/2.700.

In merito a questi ultimi aspetti, decorrenza ed usura strade, si sta cercando di
ottenere proroghe e limitazioni.

CIRCOLARE MASSE

ALLEGATO TABELLA MASSE MASSIME RIMORCHIABILI

Danni da gelo del 23-24 marzo

Gelate dellle notti del 23 e del 24 marzo – modalità semplificata per segnalare i danni causati da avversità atmosferiche o calamità da parte di aziende agricole in Emilia Romagna

DaL 23 marzo 2020 è attiva una specifica piattaforma che permette agli imprenditori agricoli la segnalazione dei danni subiti da calamità e avversità (sotto indicati) evitando così di inviare email o pec.

I danni che possono essere segnalati sono:

le “calamità naturali”: i terremoti, le valanghe, le frane e le inondazioni, le trombe d’aria, gli uragani, le eruzioni vulcaniche e gli incendi boschivi di origine naturale;

le “avversità atmosferiche assimilabili a una calamità naturale”: condizioni atmosferiche avverse quali gelo, tempeste e grandine, ghiaccio, forti piogge o grave siccità che distruggano più del 30 % della produzione media annua di un agricoltore calcolata sulla base:  dei tre anni precedenti o  di una media triennale basata sul quinquennio precedente, escludendo il valore più basso e quello più elevato. In questo caso l’avversità non deve rientrare in quelle assicurabili dal Piano Gestione dei Rischi in agricoltura.

Per quanto riguarda le strutture abitative agricole, la comunicazione va inviata anche al Comune competente per territorio.

La segnalazione non da diritto a nessun contributo immediato, ma permette all’Amministrazione Regionale di procedere alla eventuale richiesta dello stato di emergenza e/o alla delimitazione prevista dal Fondo di Solidarietà Nazionale

Link procedura semplificata: https://questionari.regione.emilia-romagna.it/833716

Fonte http://agricoltura.regione.emilia-romagna.it/aiuti-imprese/avvisi/2019/segnalazione-danni-avversita

Prestiti meno cari per le imprese

Dalla Regione 3,4 milioni per ridurre il peso degli interessi. Fino a 1,6 punti in meno rispetto ai tassi di mercato. Lo stanziamento in due tranche. Domande fino al 30 aprile

Prestiti bancari meno cari per le imprese agricole emiliano-romagnole grazie al sostegno finanziario della Regione. Lo prevede un bando approvato dalla Giunta di Viale Aldo Moro che mette a disposizione un “tesoretto” di 3,4 milioni di euro per la concessione di contributi in conto interessi per alleggerire il costo dei finanziamenti a breve e a medio termine concessi dagli istituti di credito per far fronte alle spese varie legate all’ordinaria gestione aziendale (acquisto di concimi, sementi, carburanti, affitto terreni, ecc.) fino alla vendita dei prodotti. Una significativa iniezione di risorse che, in base ad una prima stima, consentiranno di attivare un volume complessivo di investimenti pari a circa 220 milioni di euro, indirizzata alle imprese agricole con particolare riferimento a quelle che nel biennio 2018-2019 hanno beneficiato di contributi per danni da calamità e/o aziende ortofrutticole con superficie minima di 2 ettari, oltre a quelle condotte da giovani con meno di 41 anni di età o situate in zone svantaggiate (come ad esempio quelle montane).

La dotazione finanziaria del bando – che si avvale dell’intermediazione degli Agrifidi, gli organismi che assistono le imprese agricole nei rapporti con il sistema bancario – è articolata in due tranche: la prima, di importo pari a 1 milione di euro, è destinata al concorso nel pagamento degli interessi sui prestiti a breve (fino a 12 mesi); la seconda e più sostanziosa tranche di 2,4 milioni di euro sarà invece utilizzata per l’erogazione dei contributi sui prestiti a più lunga scadenza (da 12 fino a 36 mesi) fino ad massimo di 800 mila euro per ciascun anno del triennio 2020-2022.

Le domande di contributo vanno presentate entro il 30 aprile 2020 all’Agrifidi di appartenenza e all’istituto bancario prescelto utilizzando l’apposita modulistica allegata alla delibera di approvazione del bando. La ripartizione tra gli organismi di garanzia del plafond di risorse a disposizione sarà effettuata in base all’ammontare delle richieste pervenute agli stessi Agrifidi.

Importo dei prestiti e riduzione dei tassi di interesse

L’importo dei prestiti varia da un minimo di 6 mila ad un massimo di 150 mila euro per azienda nel caso del credito a breve termine e da 12 mila a 500 mila euro per il credito a medio termine. L’ammontare dei finanziamenti richiesti da ciascuna azienda è invece calcolato in base a determinati parametri aggiornati annualmente che fanno riferimento al tipo di coltivazione o al numero dei capi allevati in azienda.

L’abbattimento del tasso di interesse reso possibile dal contributo regionale varia a seconda della tipologia del finanziamento bancario e dell’identikit delle imprese agricole. Per i prestiti a breve si va da un minino di 1,30 punti percentuali in meno rispetto ai tassi ordinari di mercato per la generalità delle aziende fino ad un massimo di 1,50 punti per le imprese guidate da giovani under 41 e quelle situate in zone svantaggiate. Taglio dei tassi fisso di 1,60 punti per i prestiti da 12 a 36 mesi di durata.

L’istruttoria delle domande effettuata dagli Agrifidi

L’istruttoria delle domande è affidata agli stessi Agrifidi, che dovranno approvare le graduatorie finali entro il 31 maggio prossimo. Per stabilire l’ordine di ammissibilità delle richieste nel caso dei prestiti di breve durata saranno applicati nell’ordine i seguenti criteri di priorità: imprese che nel biennio 2018-2019 hanno beneficiato di contributi per danni da calamità e/o aziende ortofrutticole con superficie minima di 2 ettari; imprese condotte da giovani o situate in zone svantaggiate.

Invece nel caso del credito a medio termine l’ordine di precedenza è determinato dal punteggio complessivo calcolato dalla somma dei seguenti parametri: aziende ortofrutticole con superficie minima di 2 ettari (5 punti); imprese che hanno beneficiato nel biennio 2018-2019 di contributi per danni da calamità (4); imprese giovanili (2) o ricadenti in zone svantaggiate (1). Nessun punto negli altri casi. A parità di punteggio viene data la precedenza all’ordine di presentazione delle domande.

I requisiti per ottenere gli aiuti

Per candidarsi ad ottenere i contributi le imprese devono esercitare in forma prevalente l’attività agricola, essere iscritte all’apposita sezione della Camera di commercio e all’Anagrafe regionale delle aziende agricole. Inoltre devono presentare un bilancio o conto economico in equilibrio e essere in regola con i versamenti contributivi, previdenziali e assistenziali. Gli aiuti saranno concessi con la formula de minimis, cioè con un tetto di 20 mila euro nell’arco dell’ultimo triennio per ogni singola azienda.

In 350 al convegno APIMAI

Giovedì 16 gennaio a Fosso Ghiaia 350 agricoltori hanno partecipato al convegno su “Macchine agricole & Previsioni economiche annata agraria 2020”

Erano trecentocinquanta gli agricoltori a La Campazza di Fosso Ghiaia per il convegno “Macchine agricole & Previsioni economiche annata agraria 2020” organizzato da Apimai Ravenna con la collaborazione del costruttore Krone, tedesco leader mondiale nel settore delle macchine per la fienagione. “Abbiamo organizzato l’incontro per rispondere a due quesiti fondamentali per ogni agricoltore”, ha detto il direttore Roberto Scozzoli aprendo i lavori. “Prima di tutto quale potrebbe essere l’andamento dei prezzi di mais, grano, soia e fieno nel 2020. L’altro tema invece è la meccanizzazione agricola con i trattori vecchi da revisionare da una parte e quelli nuovi dall’altra”.

Dei mezzi agricoli datati ha parlato Vincenzo Laurendi di Inail (si veda l’articoli a pagina 2), mentre gli ingegneri di Federunacoma (la federazione dei costruttori di mezzi agricoli) Lorenzo Iuliano e Domenico Papaleo hanno spiegato l’omologazione europea (la cosiddetta “Mother regulation”), illustrando, in modo particolare, le maggiori masse rimorchiabili dei nuovi rimorchi. Roberto Scozzoli ha parlato di permessi di circolazione mentre l’ispettore della Polizia stradale di Ravenna Denis Maccolini ha richiamato tutti alle responsabilità nel circolare in strada con un trattore.

SCARICA L’INTERVENTO SULLA MOTHER REGULATION

Dopo aver parlato di temi delicati quali la sicurezza sui trattori, le sanzioni per chi non rispetta il codice della strada, i permessi di circolazione e la revisione, l’aria è cambiata aprendo il capitolo “Previsioni economiche per l’annata agraria 2020”. Angelo Frascarelli dell’Università di Perugia ha parlato della prossima Pac, la Politica agricola comune e di Green Deal europeo (si veda a pagina 2), Gianluca Bagnara di Aife – Associazione Italiana Foraggi Essiccati, ha affrontato temi di geopolitica (“materia da conoscere per presentarsi preparati sui mercati internazionali“), di clima e consumatori (“che vorranno sempre più prodotti certificati e salubri), Alberto Lipparini di Assosementi ha fotografato il settore sementiero concludendo che oggi “45mila ettari dedicati in Italia alla medica da seme sono troppi se non si garantiscono produzioni di qualità. Occorre impiegare seme certificato e programmare le produzioni applicando l’accordo interprofessionale”.

SCARICA L’INTERVENTO DEL PROF. FRASCARELLI

Si è poi parlato del mercato mondiale dei cereali, oggi diretto da un mix di algoritmi e intelligenza artificiale, con un coinvolgente Andrea Cagnolati di Grain Service che ha provato a dare dei consigli, per esempio “ci sono le condizioni per una ripartenza dei cereali sui mercati internazionali; non trascurare le potenzialità delle oleaginose; puntare su nuovi prodotti ma attenzione ai costi; incrementare la cultura finanziaria per saper leggere i mercati; lavorare per filiere che esportano; seguire le nuove tecnologie perché avranno un enorme impatto, anche solo perché abbatteranno le commissioni bancarie”.

SCARICA LA PRESENTAZIONE DI ANDREA CAGNOLATI

Le conclusioni del convegno sono state fatte dal presidente di Apimai Roberto Tamburini e dagli onorevoli Franco Manzato e Jacopo Morrone. “Il concetto di agricoltura è cambiato, il risultato economico deve andare di pari asso con la salubrità del prodotti e il rispetto dell’ambiente. All’agricoltura non basta più essere di precisione, multifunzionale o verde, deve essere smart. Per essere intelligente le servono servizi agromeccanici professionali, possibili solo se certificati attraverso un albo dei contoterzisti, e serve una politica che non scarichi sui ‘soliti noti’ il peso degli investimenti necessari. E per ‘soliti noti’ intendo gli agricoltori”.

L’onorevole Franco Manzato, sottosegretario all’agricoltura con l’ex ministro Centinaio, confida: “I mercati mondiali chiedono all’Italia prodotti e ambiente di qualità. Per questo occorre sostenere economicamente il rinnovamento del parco macchine e far rientrare i servizi agromeccanici nei Piani di sviluppo rurale. Perché se puntiamo a prodotti di qualità, anche i servizi dei contoterzisti devono essere di qualità”. “Salvare l’agricoltura non ha colore politico – ha concluso il deputato di Forlì della Lega Jacopo Morrone – ciò che in fondo conta è che i posti chiave siano occupati da persone preparate e di buon senso, capaci di fare politica agricola”.

Albo agromeccanici, l’appello di APIMAI

La Romagna agromeccanicca chiede l’Albo regionale

Appello di Apimai Ravenna all’assessore Caselli di istituire un albo regionale dei contoterzisti affinché sia riconosciuta la professionalità degli incarichi agromeccanici

RAVENNA – Ravenna è la prima provincia agricola d’Italia per valori occupazionali (il 30% delle aziende agricole della regione è ravennate) e per numero di operatori (quasi 19.000, soprattutto italiani, il 75%, e qualificati). In questo contesto, da oltre 70 anni, si muove Apimai Ravenna (Associazione Provinciale Imprese Meccanico Agricole Industriali) che raggruppa 180 aziende portando loro servizi tecnici, fiscali e amministrativi. Ora queste aziende chiedono di disporre di un albo regionale degli agromeccanici.

Sabato scorso l’associazione ha colto l’occasione della sua assemblea annuale per chiedere a gran voce all’assessore regionale dell’agricoltura Simona Caselli di istituire un albo degli agromeccanici dell’Emilia-Romagna che riconosca la professionalità degli incarichi agromeccanici: “sulla scia di quanto già realizzato in altre regioni come la Lombardia. Esiste già un albo dei forestali, che di fatto sono dei contoterzisti, perché non dovrebbe essercene uno dei terzisti in agricoltura?”, si è chiesto Roberto Scozzoli nella duplice veste di il direttore di Apimai Ravenna e direttore tecnico di UNCAI, aggiungendo che “un mese e mezzo fa un perito non voleva liquidare un danno perché non credeva che l’agromeccanico non avesse una sua qualifica professionale”.

Il mondo del contoterzismo viaggia di pari passo con quello degli agricoltori. Difficoltà e problematiche sono le medesime, eppure non riusciamo ad entrare nei tavoli verdi”, ha aggiunto il presidente di Apimai Roberto Tamburini. Ricordando che, almeno a parole, tutti riconoscono la necessità di un contoterzismo qualificato in agricoltura: “la sfida della sostenibilità e della redditività in agricoltura passa dai contoterzisti e dalla loro capacità di introdurre delle innovazioni tecniche e tecnologiche importanti nei processi produttivi e soprattutto la flessibilità necessaria alle aziende agricole per non cedere ai chiari di luna dei mercati e del meteo”. Biologico, minima lavorazione, colture specializzate piuttosto che estensive, tracciabilità di processo: ogni scelta richiede investimenti e diventa meno rischiosa e la gestione economica più sicura quando interviene sul campo un contoterzista qualificato.

L’incontro è stato chiuso dal presidente nazionale dei Contoterzisti UNCAI Aproniano Tassinari: “In ogni occasione raccogliamo solo elogi ai contoterzisti. UNCAI è anche artefice di un grande cambiamento in agricoltura: per primi abbiamo capito che non bastava lavorare tutti i giorni nei campi con gli agricoltori, occorreva anche collaborare alla costruzione di una visione comune. Così abbiamo insistito affinché nascesse una partnership con Confagricoltura, un cambiamento subito imitato da altri, e che ci auguriamo porti al pieno riconoscimento del ruolo dei contoterzisti quali professionisti in grado di portare sostenibilità economica, sociale e ambientale al settore”.

Sono intervenuti all’assemblea anche: Roberto Fagnani (assessore ai lavori pubblici e alle infrastrutture di Ravenna) Daniele Gambetti (Presidente dei dottori agronomi e forestali di Ravenna), Roberto Fantoni (Presidente Consorzio Apimai Servizi), Giuliano Oldani (Presidente Contoterzisti UNCAI di Milano, Lodi, Como Varese), Rossano Remagni Buoli (Vice Presidente dei Contoterzisti UNCAI di Cremona), Stefano Francia (Presidente Agia-Cia Agricoltori Italiani e Presidente Condifesa Ravenna), Danilo Verlicchi (Direttore Confagricoltura Ravenna), Nicola Dalmonte (Presidente Coldiretti Ravenna).

Sponsor dell’incontro il Consorzio agrario dell’Emillia, il rivenditore di mezzi agricoli Raggi (John Deere) e Progetto Romagna di Italiana assicurazioni.

Il Resto del Carlino intervista Gabriele Carapia

“Produzioni in calo, colpa delle piogge”

Minori quantità di frumento, frutta e colture orticole. Anche i prezzi ne risentono. Intervista a Gabriele Carapia su il Resto del Carlino del 23 settembre 2019

In attesa che la vendemmia entri a pieno regime in questo periodo dell’anno è possibile delineare, per la Bassa Romagna, un primo bilancio dell’annata agricola. Se nel 2018 di questi tempi si parlava di una stagione caratterizzata da luci e ombre con alcuni settori in cui l’andamento dei prezzi si era rivelato discreto, quest’anno lo scenario non appare dei più entusiasmanti. Come spiega l’imprenditore agricolo di Lavezzola Gabriele Carapia, che è anche contoterzista ed ha ricoperto fino a qualche anno fa la carica di presidente di Apimai: “partendo dai cereali e in particolare dal grano sia tenero che duro, assistiamo a un calo della produzione che si attesta attorno al 30%. Non bastasse questo, dobbiamo fare nello stesso tempo i conti con un calo del prezzo”.

Qualche cifra?

“Lo scorso anno mediamente si producevano dai 65 ai 70 quintali a ettaro, mente quest’anno la produzione si attesta attorno ai 50-60 quintali. A livello invece di prezzo di conferimento, siamo al di sotto dei 20 euro al quintale, a fronte ad esempio degli oltre 30 euro di 2-3 anni fa”.

E il mais?

“Stiamo effettuando proprio i questi giorni la sua trebbiatura ed anche in questo caso, come del resto si sta registrando con il sorgo, la produzione è in calo mediamente del 30%”.

Passiamo alle orticole.

“Per quanto concerne le cipolle, oltre ai minori quantitativi prodotti, si è dovuto fare i conti con la batteriosi. Il prezzo, che nel 2018 oscillava tra i 24 e i 27 centesimi al chilo, è ancora da definire, ma si annuncia anch’esso in ribasso”.

E le patate?

“Anche la loro produzione registra una flessione, così come il prezzo, che però non sembra essere di molto inferiore a quello della scorsa annata”.

Infine i pomodori, con “una fortissima flessione, intorno al 30-40% dei quantitativi prodotti. Una delle poche note positive è legata al suo prezzo al quintale, che si annuncia pari a 82 euro, a fronte dei circa 78 euro del 2018”.

Il foraggio, invece, come sta andando?

“Il primo taglio dell’erba medica si è rivelato abbastanza produttivo, mentre la produzione da seme della stessa registra un importante flessione. Il prezzo sembrerebbe in lieve aumento rispetto al 2018”.

Un cenno alle bietole da seme?

“Produzione in calo anche in questo caso”. Infine la frutta… “Anche qui non sono mancati i problemi, soprattutto per la presenza della cimice asiatica,insetto che ha attaccato, per fortuna solo in parte, peschi, peri e kiwi arrecando, in diversi casi, danni irreparabili”.

Insomma, un calo della produzione che sembra non aver risparmiato la maggior parte delle colture.

“A mio avviso la causa di questa diminuzione a livello di quantitativi è da imputare alle piogge che hanno contraddistinto buona parte dello scorso mese di maggio. Purtroppo, quella che va archiviandosi, è una delle peggiori, se non la più negativa, dell’ultimo decennio”.

Luigi Scardovi

Patrocinio UNCAI all’Osservatorio Smart AgriFood

Tassinari: “Con le tecnologie digitali siamo sulla soglia di una nuova conoscenza in agricoltura. L’Osservatorio Smart AgriFood favorisce il difficile mix di competenze e l’approccio collaborativo necessari”

Algoritmi, sensori, interconnessione di macchine e attrezzature (Internet of Things): le tecnologie digitali sono una parte sempre più rilevante della filiera agro-alimentare. Per sfruttarle al meglio è però richiesto un difficile mix di competenze e un approccio collaborativo e trasversale inedito in agricoltura. Da questa riflessione nasce il Patrocinio di UNCAI all’Osservatorio Smart AgriFood della School of Management del Politecnico di Milano e del Laboratorio RISE (Research & Innovation for Smart Enterprises) dell’Università degli Studi di Brescia.

“Per l’Osservatorio Smart AgriFood, il coinvolgimento di tutti gli attori della filiera agroalimentare è essenziale, al fine di poter garantire una pluralità di voci e competenze. I contoterzisti hanno certamente un ruolo chiave, in qualità di attori che possono trainare le imprese agricole verso la trasformazione digitale. Siamo dunque particolarmente soddisfatti dell’accordo di patrocinio raggiunto con UNCAI, uno degli attori che ci ha dato fiducia sin dal primissimo anno di attività dell’Osservatorio”, afferma Andrea Bacchetti, Direttore dell’Osservatorio Smart AgriFood.

“Siamo sulla soglia di una nuova conoscenza in agricoltura che porterà un maggiore controllo sulle attività, sui processi, sui prodotti e sugli attori della filiera”, aggiunge il Presidente di UNCAI Aproniano Tassinari. “Attraverso le tecnologie 4.0 è possibile raccogliere una mole di dati prima inimmaginabili e trasformarli in informazioni utili per aumentare il valore della filiera e avviarci sulla strada di una intensificazione sostenibile delle produzioni. Occorre però ridisegnare i processi, i macchinari, le metodologie di lavoro e le attività. Un percorso complesso e lungo che si deve avvalere di nuove professionalità e competenze. UNCAI ha subito creduto nell’attività e negli obiettivi dell’Osservatorio Smart AgriFood, riconoscendo in esso un solido punto di riferimento in Italia per comprendere in profondità le innovazioni digitali che stanno trasformando la filiera agro-alimentare. Per questo motivo partecipiamo volentieri ai lavori e alle ricerche dell’Osservatorio sin dalla sua costituzione. Con il Patrocinio viene riconosciuto il lavoro bello e intenso che abbiamo condiviso e ci sentiamo ancora di più incaricati della responsabilità che l’agricoltura 4.0 e il pensiero digitale faccia breccia tra i Contoterzisti agromeccanici del nostro Paese”.