Mother Regulation, facciamo chiarezza

Per capire cos’è la Mother Regulation, proponiamo un articolo di Pietro Piccarolo, vice presidente dell’Accademia dei Georgofili e presidente dell’Accademia di Agricoltura di Torino. Già ordinario di meccanica agraria alla Facoltà di Agraria dell’Università di Torino.

MOTHER REGULATION (MR): regolamento della UE per armonizzare l’omologazione delle macchine agricole

di Pietro Piccarolo

Da sinistra Pietro Piccarolo e Giampiero Maracchi nella Sala dei Leoni dell’Accademia dei Georgofili

Si tratta del Regolamento Ue 167/2013, divenuto attuativo dal 1° gennaio 2018, per il quale, a partire da quest’anno, sono ammesse solo le immatricolazioni dei trattori a ruote e a cingoli, dei rimorchi e delle attrezzature intercambiabili, che rispettino il MR. Il Regolamento infatti definisce specifiche norme e requisiti in termini di: prescrizioni costruttive e prestazionali. di dimensione, di massa massima a pieno carico e rimorchiabile, di velocità di avanzamento, di frenatura e di emissioni; oltre che prescrizioni amministrative. Nel 2018 inoltre, MR interverrà anche per stabilire la riduzione delle emissioni sonore e delle emissioni gassose, in particolare del particolato (PM). Per queste ultime viene fissato l’obbligo di adozione dello Stage V (l’equivalente degli EURO per le auto) a partire dal 1° gennaio del 2021 e del 2022 a seconda della potenza del motore. Il Regolamento inoltre va a integrare, sia le disposizioni del Codice della strada, sia quelle delle Circolari del Mit in materia di norme costruttive e comportamentali per la circolazione stradale.

Lo scopo è quello di armonizzare l’omologazione di queste macchine e di aumentarne la sicurezza di impiego, a livello europeo, sia per gli operatori, sia per l’ambiente. Si tratta di un grosso cambiamento che comporterà non poche difficoltà per i soggetti attuatori e che si tradurrà, come già sta avvenendo, in un aumento dei costi delle macchine agricole. L’applicazione della normativa sulle emissioni e sulla rumorosità dei motori richiede infatti dei costi di progettazione e di industrializzazione non indifferenti. Federunacoma stima che la MR e la normativa sulle emissioni inquinanti, nel periodo 2015-2021, produrranno un aumento dei costi del 40%. Questo si ripercuoterà negativamente sulle imprese agricole del nostro Paese, in prevalenza caratterizzate dalla ridotta dimensione aziendale che ne limita la capacità di investimento. Per contro, anche l’industria meccanica del settore, oltre dovere sostenere gli oneri finanziari, incontrerà non poche difficoltà teconologico-costruttive di adeguamento, in quanto orientata nella produzione di trattori di bassa e media potenza, oltre che di particolari tipologie, come quella dei trattori stretti per vigneto. Il forte incremento delle immatricolazioni di trattori nel 2017 rispetto al 2016, 22705 immatricolazioni contro 18341 (incremento del 24% circa), è in larga misura dovuto all’adozione di politiche di marketing specifiche per promuovere le vendite, prima dell’entrata in vigore del Regolamento, degli stock già prodotti.

È auspicabile che l’innovazione introdotta dalla nuova normativa trovi, a livello europeo, nazionale e regionale (PSR), adeguate politiche di incentivazione in modo da non penalizzare il mondo agricolo e quello dei costruttori di macchine agricole.

L’articolo originale sul sito dei Georgofili a questo LINK

APPROFONDIMENTO

Leggi anche l’articolo Mother Regulation e Rimorchi agricoli

Gasolio agricolo: i servizi Apimai

Operazioni di verifica e assegnazione del carburante agricolo agevolato più agevoli grazie alla convenzione tra il CAA di Apimai e Regione

Il carburante agricolo è una delle principali agevolazioni per il comparto agromeccanico, prevedendo una significativa riduzione del costo del gasolio, alleggerito dalla quasi totalità delle accise. Senza gasolio agricolo le tariffe delle lavorazioni sarebbero meno accessibili per il comparto agricolo e, di conseguenza il prezzo di produzione diventerebbe insostenibile.

Grazie a una convenzione con la Regione, i CAA gestiscono le operazioni di verifica e assegnazione, rendendo la pratica di assegnazione più veloce, senza doversi recare negli uffici regionali.

Ricordiamo le procedure Uma per l’assegnazione del gasolio agevolato in agricoltura. Il D.M. n. 454 del 14 dicembre 2001 stabilisce che l’agevolazione fiscale per l’acquisto di prodotti pertroliferi spetta a:

  1. esercenti attività agricole, iscritti nel registro delle imprese e nell’Anagrafe delle aziende agricole di cui al D.P.R. n. 503 del 1° dicembre 1999
  2. cooperative, iscritte nel Registro delle imprese, costituite tra i soggetti di cui al paragrafo precedente
  3. aziende agricole delle istituzioni pubbliche
  4. consorzi di bonifica e irrigazione
  5. imprese agromeccaniche iscritte nel Registro delle imprese.

L’agevolazione è ammessa per i soli terreni agricoli i cui dati catastali e la relativa forma di conduzione risultino dichiarati nel fascicolo aziendale in Anagrafe agricola. Ciò significa che il contoterzista può utilizzare il carburante agevolato solo per quelle lavorazioni che avrebbero generato assegnazione all’agricoltore, se questo non le avesse affidate a terzi. L’agromeccanico può, dunque, richiedere carburante agricolo solo per operazioni colturali su terreni di agricoltori iscritti nel registro delle imprese e nell’Anagrafe delle aziende agricole. Inoltre deve verificare che il fondo oggetto dell’intervento sia correttamente dichiarato nel fascicolo aziendale dell’agricoltore. A tale scopo il contoterzista potrà richiedere al CAA di verificare tale dato sull’apposita applicazione presente nell’applicativo Uma.

Iscrizione al registro Uma

A tale registro devono essere iscritte tutte le aziende che intendano accedere alle suddette agevolazioni. Tale operazione può essere effettuata esclusivamente presso gli appositi uffici provinciali della Regione. Sempre in questo registro devono essere iscritte tutte le macchine agricole e le relative attrezzature in uso dall’azienda per le quali la stessa intenda avere assegnazione di carburante agevolato.
Dal 2018 tali operazioni, comprese anche le operazioni di “scarico macchine”, potranno essere effettuate presentando la documentazione necessaria al proprio CAA di fiducia (mandatario).È pertanto molto importante mantenere aggiornato e completo tale registro in quanto i dati in esso contenuto condizionano l’assegnazione di carburante effettuata, assegnazione che se non corretta potrà dar luogo ad un indebito utilizzo di carburante agevolato con relative sanzioni.

L’assegnazione di carburante

L’assegnazione di carburante agevolato è effettuata in maniera differente a seconda dalla tipologia di beneficiario che ne fa richiesta. Tutte le richieste di carburante potranno essere fatte a partire dal 2018 presso la sede del CAA ove si ha conferito mandato. Gli uffici regionali resteranno a disposizione per un’attività marginale messa a disposizione a coloro che non vogliano recarsi presso gli uffici CAA.

Per quanto riguarda le AZIENDE AGRICOLE, l’assegnazione di carburante viene fatta in base ai terreni e alle macchine inserite a fascicolo; il beneficiario dovrà dichiarare quali lavorazioni effettuerà sui fondi da lui condotti (inseriti su anagrafe aziendale), tali lavori genereranno un’assegnazione che comunque non potrà superare il quantitativo massimo stabilito ad ettaro. Potranno essere oggetto di assegnazione anche le lavorazioni straordinarie (es. scasso dei vigneti, livellamenti, ecc…) previa comunicazione ai competenti uffici regionali. È prevista anche un’assegnazione in acconto.

Per quanto riguarda i CONTOTERZISTI AGROMECCANICI l’assegnazione di carburante agricolo è determinata entro il limite del quantitativo assegnato nell’anno precedente, comprese le assegnazioni supplementari. Nel caso l’impresa o la ditta inizi a operare nell’anno, in mancanza del parametro di riferimento costituito dall’assegnazione dell’anno precedente, l’assegnazione è autorizzata con riferimento alle previsioni di lavorazioni relative a un periodo ritenuto congruo dal competente Ufficio, nonché alle macchine da utilizzare.

La dichiarazione dei consumi di gasolio

Indipendentemente dal tipo di domanda, entro il 30 giugno di ogni anno, tutti i soggetti che hanno beneficiato di carburanti agricoli agevolati nell’anno precedente sono tenuti a presentare la dichiarazione dei consumi del carburante agricolo assegnato nell’anno precedente e delle rimanenze. Si precisa che tali rimanenze sono riferite al 31/12 dell’anno relativo alla verifica. La dichiarazione deve inoltre indicare quantitativi di carburanti consumati suddivisi per tipologia di uso (conto proprio, conto terzi e per riscaldamento delle serre) e per tipologia di carburante agricolo (gasolio, benzina) oltre alle lavorazioni eseguite da terzi a proprio favore.

L’operazione è più complessa per le aziende che hanno un’assegnazione per CONTO TERZI. Queste devono inoltre allegare:

  1. elenco nominativo degli esercenti imprese agricole in favore delle quali sono state eseguite le lavorazioni (scheda B) indicando per ciascun soggetto i lavori complessivi eseguiti per ciascun tipo di coltura ed i relativi quantitativi di prodotti consumati (denominazione e CUAA dell’azienda, comune di ubicazione, n. REA Camera di Commercio, coltura interessata dalla lavorazione, lavorazione eseguita, ettari, consumo, n. fattura). In alternativa si possono presentare le schede clienti (scheda A) debitamente compilate. Si ricorda che è obbligo per tutti gli utilizzatori di carburante agricolo per attività agromeccanica compilare le suddette schede A (una per cliente e per provincia) nelle quali devono essere indicate, entro 5 giorni dal termine dei lavori (art. 6, comma 4, DM 454/2001), le lavorazioni complessive eseguite per ciascuna coltura ed i relativi quantitativi di prodotti consumati in ciascuna azienda agricola, con relativa specificazione dei nominativi degli esercenti attività agricole per conto dei quali le lavorazioni sono state effettuate, gli estremi di iscrizione nel registro delle imprese, l’estensione delle superfici su cui sono intervenuti e l’estensione e l’ubicazione delle relative aziende.
  2. Copia delle fatture relative ai lavori eseguiti con l’indicazione dei destinatari delle prestazioni. Per le fatture non ancora emesse, possono presentare un’autodichiarazione nella quale si impegnano a presentare, non appena emesse, copia delle fatture relative. Si precisa che tutte le fatture devono indicare la coltura interessata dalla lavorazione, descrizione della lavorazione eseguita, ettari oppure ore di lavorazione.

I servizi del CAA Apimai

Queste operazioni possono essere fatte interamente dall’ufficio CAA che si occuperà di raccogliere le fatture e i modelli richiesti, di inserire le varie lavorazioni effettuate sull’apposito applicativo, emettere il documento di verifica e concludere l’assegnazione di carburante. Tutta la documentazione dovrà essere archiviata dal CAA sotto la sua responsabilità.
I sistemi di controllo (incrocio del 100% dei dati inseriti con i dati di fascicolo dei committenti, controllo delle attrezzature caricate, ecc…) sono dunque garantiti agli agromeccanici dai servizi dei CAA.

In 450 alla Giornata del Contoterzismo 2018

Agromeccanici da tutta Italia hanno “invaso” lo stabilimento AGCO di Breganze per chiedere che la politica non li lasci indietro:“Per rinnovarsi l’agricoltura ha fame di contoterzismo sano

Un successo oltre ogni aspettativa. Martedì 16 gennaio, in occasione della GIORNATA DEL CONTOTERZISMO 2018, lo stabilimento AGCO di Breganze (Vicenza) è stato invaso da oltre 450 contoterzisti di tutta Italia. Dalla provincia di Ravenna sono partiti una quarantina di agromeccanici, guidati dal presidente di Apimai Roberto Tamburini e dal direttore Roberto Scozzoli, oltre che dal presidente del Consorzio Apimai Servizi Roberto Fantoni. “È stato un momento di aggregazione molto importante – ha spiegato Tamburini, anche Consigliere di Uncai, l’associazione nazionale di categoria –, la categoria si è sentita unita e determinante per l’agricoltura dell’Italia. Manca solo un netto riconoscimento delle istituzioni che deve andare oltre le possibilità di investimento in nuove tecnologie 4.0 reso possibile dagli iper ammortamenti, ma che dovrebbe concretizzarsi in una legge sull’attività agromeccanica”.

All’appuntamento sono intervenuti il presidente di Uncai Aproniano Tassinari, il direttore generale di Confagricoltura Francesco Postorino, l’assessore all’agricoltura del Veneto Giuseppe Pan, Fabrizio Mazzetto (Libera Università di Bolzano – Accademia dei Georgofili) con una Lectio Magistralis sull’agricoltura 4.0, Pietro Pezzolla (Università di Brescia – Osservatorio Smart AgriFood), Marco Rampazzo (Fuse Specialist AGCO), Gino Mainardi (Responsabile ricerca COBO), Mario Bolognesi (relatore di un accordo tra Q8, Confagricoltura, UniCredit e Uncai sulla fornitura di gasolio e carburanti a condizioni vantaggiose), Leandro Zanni (Agrogest) e Giuseppe Talarico (COBO). A fare gli onori di casa il direttore di AGCO Italia Marco Mazzaferri. Presenti anche i vertici di Confagricoltura Veneto, con Paolo Ferrarese (presidente Confagricoltura Verona), Enrico Pizzolo (presidente di Vicenza) e il presidente di Confagricoltura Puglia Donato Rossi.

“In ragione del cambiamento in corso nel settore, il contoterzismo si sta sviluppando ancora più rispetto al passato, proponendosi come una soluzione sostenibile per un’agricoltura che, per essere competitiva e biologica, si deve avvalere di speciali sistemi tecnici di precisione e digitali”, ha affermato Aproniano Tassinari: “per ciascuno di questi obiettivi l’imprenditore agromeccanico è un partner essenziale. La collaborazione con Confagricoltura nasce per favorire uno sviluppo virtuoso del comparto. Gli agromeccanici chiedono però di essere riconosciuti per lo sforzo che fanno per stare accanto agli agricoltori con servizi sempre più specializzati ed evoluti. Senza togliere nulla agli agricoltori, è essenziale arrivare a un riconoscimento della categoria attraverso un sostegno del tutto diverso dai Psr”.

“Negli ultimi dieci anni le ore lavoro affidate ai contoterzisti sono raddoppiate”, ha quindi osservato Franco Postorino, ad avviso del quale “per una agricoltura che non vuole dipendere da sostegni esterni, ma dalle capacità imprenditoriali degli agricoltori e dalla qualità del lavoro svolto, la collaborazione con i contoterzisti è necessaria. Gli agromeccanici sono una componente economica importante del settore agricolo e una leva per portare innovazione e competitività nel settore”. L’assessore Giuseppe Pan ha poi sottolineato la necessità che si lavori, “insieme a UNCAI a una legge che riconosca l’attività svolta dai contoterzisti per una piena identificazione della categoria e del loro ruolo nel garantire lavorazioni dalla qualità certificata”.

I successivi interventi si sono concentrati su soluzioni di agricoltura di precisione con importanti rilievi di Fabrizio Mazzetto, di Pietro Pezzolla, di Cobo e di Agco sulle tecnologie che possono essere iperammortizzate al 150%, in funzione della trasformazione 4.0 dell’agricoltura.

L’ assemblea Apimai Ravenna 2017

I servizi dell’associazione sono anche in Rete: presentato ai Soci il sito internet Apimai e Roberto Fantoni è il nuovo presidente del Consorzio

RAVENNA – Un sito internet per i contoterzisti di Ravenna e un nuovo presidente per il Consorzio Apimai. Sono le novità annunciate sabato all’assemblea annuale dell’associazione dei contoterzisti Apimai di Ravenna. Novità che confermano i contoterzisti quale forza animata da un profondo spirito di servizio.

Dopo la presentazione del sito, orientato ai servizi tecnici, amministrativi e fiscali offerti, con una vetrina di mezzi e attrezzature in vendita, ha preso la parola il presidente di Apimai Roberto Tamburini che ha invitato gli agromeccanici a costruirsi da sé il proprio futuro perché le riposte delle istituzioni sono poche e difficilmente attuabili, riferendosi agli iper ammortamenti al 150% dei macchinari agricoli legati alla agricoltura 4.0. Il nuovo presidente del Consorzio Apimai Roberto Fantoni ha quindi sottolineato come il servizio del Centro di Assistenza Agricola UNICAA sia stato ampliato alle aziende agricole, non solo a quelle agromeccaniche “perché quasi tutti i contoterzisti di Ravenna associano un’azienda agricola”.

Nel ribadire la necessità di un salto in avanti tecnologico dell’agricoltura, il presidente di UNCAI Aproniano Tassinari ha evidenziato come “all’evoluzione del settore fa da contraltare una dilagante ignoranza degli attori politici. Si parla di innovazione senza dare agli imprenditori la reale possibilità di avvantaggiarsene. Occorrono ministri che sappiano parlare di agricoltura come lo furono Giovanni Marcora e Paolo De Castro. UNCAI lavora da quattro anni con Confagricoltura anche per questo, perché il ministero dell’agricoltura non sia considerato e percepito come un dicastero minore”.

Al termine dell’incontro è intervenuto Clevio Demicheli, vicepresidente UNCAI e presidente dei contoterzisti di Cremona: “Sempre più aziende agricole riconoscono nel contoterzismo l’unica possibilità per mettere in campo le innovazioni dell’agricoltura di precisione. Più difficile è convincere la politica. Dopo lunghe discussioni, il ministero delle politiche agricole ha riconosciuto la centralità degli agromeccanici. Sono seguiti gli iper ammortamenti del MiSe. Una grande opportunità resa zoppa dai tecnocrati e dall’incapacità di tradurre idee e progetti in regole chiare e accessibili”.

GLI ALTRI INTERVENTI

Oltre al presidente di UNCAI Aproniano Tassinari, al vice Clevio Demicheli e al presidente di APIMAI Ravenna Roberto Tamburini, sono intervenuto Roberto Scozzoli (direttore di Apimai), Stefano Francia, (presidente di Condifesa e vice presidente Cia Ravenna), Danilo Verlicchi (direttore di Confagricoltura Ravenna), Marco Miserocchi (direttore di Topcon Italia) e manager di Reni Macchine, Orma e Fendt.

“Il sito internet – ha detto il direttore Roberto Scozzoli – è una vetrina dell’agricoltura italiana e del territorio. Permette di vendere e acquistare attrezzature, sementi certificate, concimi e mezzi tecnici e di conoscere i servizi dell’associazione, dalle immatricolazioni ai permessi di circolazione, dalla richiesta di gasolio agevolato, alla Pac, ai bandi regionali”.

Danilo Verlicchi, direttore di Confagricoltura Ravenna: “Le aziende agricole della Romagna sono molto differenziate, per questo non è possibile introdurre i macchinari dell’agricoltura di precisione in tutte le lavorazioni. È però possibile ovviare a questo limite attraverso un serio discorso aggregativo e programmando i prodotti e la loro immissione sul mercato. La differenziazione delle aziende agricole è soprattutto una ricchezza. Rispetto agli altri Paesi d’Europa, l’Italia può permettersi una pluralità di colture altrove impensabile. Per questo il prezzo dei nostri terreni, il nostro capitale, arriva a 50-70.000 euro all’ettaro, mentre altrove è un terzo o un quarto. Abbiamo il vantaggio di poter ottenere in campo tante varietà di prodotti. Occorre però migliorare. Abbiamo più di 1 milione di aziende piccole e frammentate, con agricoltori che immobilizzano capitali in macchinari sottoutilizzati. Occorre programmare gli investimenti in modo serio, anche con i contoterzisti, e lavorare in squadra”.

Stefano Francia, presidente di Condifesa e vice presidente Cia Ravenna: “Abbiamo una delle agricolture più ricche e specializzate del mondo. Senza contoterzisti che ci propongano servizi di precisione sarebbe più difficile per l’agricoltore essere competitivo sul mercato. Per questo il connubio tra le due categorie deve essere ancora più stretto”.

Aproniano Tassinari, “Il mondo agricolo deve alzare la voce. Quattro anni fa UNCAI ha stretto un accordo con Confagricoltura, l’associazione di agricoltori più vicina al contoterzismo e pronta a riconoscerne il valore. Anche quando presiedevo UNIMA proposi di fare squadra con la categoria degli agricoltori. Fui contestato dall’interno. Oggi ho la soddisfazione che le stesse persone che allora mi accusarono hanno cambiato idea e hanno stretto un rapporto di collaborazione con i Coldiretti. Nel frattempo, a partire dal 2013, con Confagricoltura, abbiamo avviato importanti collaborazioni prima in Umbria poi in Puglia. Stiamo lavorando per aprire sedi anche in Campagna e Sicilia. Tra UNCAI e Confagricoltura si è creato un gruppo di lavoro forte, finalizzato a sensibilizzare le istituzioni alle necessità di una agricoltura che deve potersi rinnovare e ad avvicinare l’offerta di servizi dei contoterzisti ai bisogni delle aziende agricole per raggiungere risultati economici migliori”.

Sì al glifosato per altri 5 anni

Via libera Ue, decisiva la Germania: Gli Stati hanno autorizzato l’uso del contestato erbicida, il più diffuso in agricoltura. Tassinari: “Un punto a favore della politica che ha avuto la forza di seguire la scienza e non le fake news

Lo stop al glifosato poteva essere l’ultimo dei casi dove l’opinione scavalca la scienza, dove le conclusioni scientifiche raccolte da istituzioni comunitarie come l’Efsa (Autorità europea per la sicurezza alimentare), l’Echa (Agenzia europea per le sostanze chimiche), l’agenzia tedesca per la sicurezza Bfr e la Società Italiana per la Ricerca sulla Flora Infestante (SIRFI) non vengono prese in considerazione, anzi messe in discussione. “Rinnovando l’uso del glifosato per altri cinque anni è stato raggiunto un buon compromesso tra le evidenze scientifiche e la sensibilità dell’opinione pubblica, purtroppo lasciata alla mercé del business della paura e del sospetto oltre che delle fake news. Dal 2015 la campagna ambientalista si è battuta con ogni mezzo. Per la parte onesta di società civile coinvolta nella discussione si è trattato di un’importante battaglia per l’ambiente e per la salute. Per gli agricoltori e l’agricoltura un rischio per la qualità del loro lavoro. Il rinnovo per cinque anni rende tuttavia prioritario definire delle alternative concrete all’uso del glifosato. Per questo sono fondamentali sinergie e collaborazioni all’interno del mondo agricolo, della ricerca e dell’industria”, interviene il presidente Uncai Aproniano Tassinari.

Il clima creatosi attorno al dibattito ha lasciato pochi margini decisionali alla classe politica, che ha tuttavia avuto la forza di decidere per il rinnovo almeno di cinque anni. Il contraccolpo economico per gli agricoltori non sarebbe stato indifferente. Inoltre la molecola viene usata nell’agricoltura conservativa ed è utile per contrastare l’erosione del suolo e aumentare la materia organica. “Le alternative biologiche richiedono una esperienza consolidata e non offrono al momento le medesime garanzie. Sarebbero stati necessari più diserbi chimici e meccanici rispetto al passato, con un aumento medio dei costi di lavorazione del suolo anche per l’uso di nuove sostanze meno economiche. In questa fase di transizione e di ricerca di soluzioni alternative e ugualmente efficaci, i contoterzisti UNCAI non faranno mancare la propria professionalità alle aziende agricole di ogni dimensione, attrezzandosi con le migliori soluzioni presenti sul mercato”, conclude Tassinari.

PRESTAZIONI OCCASIONALI IN AGRICOLTURA SUL PC

Con il Messaggio n. 3662 del 25 settembre 2017, l’Inps informa che è stato implementata la procedura informatica per gestire le prestazioni occasionali da parte delle aziende agricole.

Le imprese agricole che ricorrono al contratto di prestazione occasionale sono soggette, analogamente alla generalità delle imprese, all’obbligo di inviare apposita comunicazione all’Inps, mediante la piattaforma telematica, almeno 60 minuti prima dell’inizio dello svolgimento della prestazione lavorativa. In particolare, l’utilizzatore deve comunicare all’Istituto:

  • i dati identificativi del prestatore;
  • la misura del compenso pattuita;
  • il luogo di svolgimento della prestazione;
  • la durata della prestazione lavorativa collocata entro un periodo massimo di tre giorni consecutivi;
  • altre informazioni per la gestione del rapporto, richieste dalla procedura stessa.

La comunicazione avviene attraverso un calendario giornaliero nel quale indicare la durata della prestazione con riferimento a un arco temporale non superiore a tre giorni, con indicazione del numero di ore complessive di utilizzo del lavoratore.
Qualora, in casi straordinari (indisponibilità sopravvenuta del prestatore, condizioni climatiche non idonee allo svolgimento della prestazione lavorativa, ecc.), la prestazione non sia resa, l’utilizzatore effettua, sempre avvalendosi della procedura telematica, la revoca della dichiarazione inoltrata. La revoca deve tuttavia avvenire entro le ore 24.00 del terzo giorno successivo alla data conclusiva dell’arco temporale originariamente previsto per lo svolgimento della prestazione. Decorso tale termine, l’INPS provvederà a pagare i compensi spettanti al lavoratore e a valorizzare la posizione assicurativa dello stesso.
Se l’arco temporale della prestazione indicato nella comunicazione si colloca a cavallo fra due mesi, il pagamento del compenso avverrà il mese successivo alla data finale dell’arco temporale indicato.

Ipotizzando lo svolgimento della prestazione occasionale nelle giornate dal 30 settembre al 2 ottobre 2017, il pagamento del relativo compenso avverrà entro il 15 novembre 2017.

L’Istituto rende nota anche l’avvenuta implementazione delle funzionalità relative agli intermediari che intendano operare in qualità di delegati per le prestazioni occasionali per gli utilizzatori nel settore dell’agricoltura.

17/03/17 Abrogati i voucher

lavori occasionali accessori in agricoltura

Abrogato il lavoro accessorio

Durante il Consiglio dei Ministri n. 18 del 17 marzo 2017, su proposta del Ministro del Lavoro, è stato approvato un decreto legge volto ad abrogare l’istituto del lavoro accessorio (c.d. voucher). Il comunicato pubblicato sul sito internet del Governo indica che sarà previsto un regime transitorio, che terminerà il 31 dicembre 2017, per consentire l’utilizzo dei voucher già acquistati alla data di entrata in vigore del decreto abrogativo. Si attende pertanto la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto in parola, al fine di comprendere al meglio tempi e modalità con cui il Governo ha disciplinato l’abrogazione del lavoro accessorio..

IL COMUNICATO del CDM

ABROGAZIONE DI NORME SU VOUCHER E APPALTI PUBBLICI

Disposizioni urgenti per l’abrogazione delle disposizioni sul lavoro accessorio nonché per la modifica delle disposizioni sulla responsabilità solidale in materia di appalti (decreto-legge)
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Paolo Gentiloni, del Ministro del lavoro e delle politiche sociali Giuliano Poletti e del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Graziano Delrio, ha approvato un decreto legge volto a sopprimere l’istituto del lavoro accessorio (c.d. voucher) e a modificare la disciplina sulla responsabilità solidale in materia di appalti.
In relazione al lavoro accessorio, si prevede un regime transitorio per consentire l’utilizzo, fino al 31 dicembre 2017, dei buoni per prestazioni di lavoro accessorio già richiesti alla data di entrata in vigore del decreto legge.
Con riferimento alla disciplina in materia di appalti di opere e servizi, il provvedimento mira a ripristinare integralmente la responsabilità solidale del committente con l’appaltatore nonché con ciascuno degli eventuali subappaltatori, per garantire una miglior tutela in favore dei lavoratori impiegati..

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